Lun - Ven
8:30 - 17:30
Telefono
0575-595373
Mail
info@arredo-line.it

Clima, ecologia e case in legno

Arredoline Costruzioni > Blog > Clima, ecologia e case in legno

Uno dei benefici più evidenti di questo tipo di costruzioni: avere una casa fresca d’estate e calda in inverno

Da sempre l’uomo ha realizzato edifici destinati ad accoglierlo a proteggerlo dai pericoli ed a ripararlo dalle condizioni climatiche esterne. Nel tempo ed al fine di rendere sempre più efficaci ed efficienti le sue rea-lizzazioni ha condotto una costante ricerca per ottenere migliori condizioni di comfort, di igiene e di salute; standard che oggi sono per lo più acquisiti e comuni alla gran parte delle abitazioni. I materiali da costru-zione hanno seguito l’evolversi delle conoscenze e delle tecniche costruttive, differenziandosi, alle varie latitudini, a seconda delle necessità, del clima, dei costumi e delle destinazioni d’uso. Negli ultimi due se-coli il mondo “occidentale” ha riscoperto e condiviso l’opportunità offerte dal legno come materiale da co-struzione. Un notevole impulso verso questo traguardo si è determinato quando, verso la metà del XX secolo, questa modalità costruttiva, sviluppatasi prevalentemente nei climi freddi, si è diffusa “verso sud” grazie all’ evolversi delle tecniche costruttive, dalle tecnologie disponibili e dei processi di industrializza-zione nella trasformazione della materia prima in elementi semilavorati. A seguito dell’opportunità economica generata da questa espansione del mercato si sono moltiplicati ed intensificati gli studi sulle caratteristiche e le peculiarità del legno.

Atenei, centri di ricerca, istituti per la valorizzazione e gruppi di studio finanziati da aziende del settore hanno così confermato, argomentato e dimostrato, ciò che per intuizione e sperimentazione pratica l’uomo aveva eletto a tradizione sin dagli albori della sua comparsa. Ogni comportamento, sia esso fisico, meccanico o chimico è divenuto valutabile e calcolabile con esattez-za. Se ad esempio l’analisi della struttura cellulare del legno ci evidenzia un corpo poroso dove ad 1 cm³ di legno corrisponde una superficie interna della struttura cellulare di 200 m², possiamo ben usare questa eccezionale caratteristica consegnando al solo comportamento del materiale la capacità di assorbire le sostanze presenti nell’aria, sfruttando a nostro vantaggio la sua funzione di “regolatore naturale di umidità”. Analogamente; possiamo calcolare quanto e come il processo di fotosintesi clorofilliana, attivo durante la fase di crescita di una pianta, possa garantire la sopravvivenza dell’uomo, fungendo da accumulatore di anidride carbonica (CO²). Tutto ciò mentre ci da piacere la sua bellezza e possiamo appagare il senso del tatto grazie al basso coefficiente di conduzione termica, ed alla sua temperatura di superficie sempre piacevole.

Il legno, che nello stato asciutto, ha un peso specifico basso ed una buona prestazione come ac-cumulatore termico (in proporzione al suo basso peso) è inoltre impermeabile ai raggi cosmici ed è, se la superficie non è trattata, resistente alla carica elettrostatica. Ancora… Ha proprietà meccaniche molto buone, se impiegato nella direzione delle fibre la sua resistenza a compressione è analoga a quella del cemento armato (600kp/cm²). Analogamente, la sua resistenza alla trazione, sempre nell’orientamento delle fibre, è oltrepassata solo dall’acciaio. Il legno è in equilibrio chimico con ciò che ha intorno, non viene scomposto chimicamente da genti le cui caratteristiche di acidità/ basicità vanno da pH 2 – 4 (acido) fino a pH 11 (basico), quindi in un ambito di pH molto vasto, dando anche qui grande prova di resistenza proprio in un campo dove invece acciaio e ce-mento manifestano grandi problematiche di durabilità allor ché vengono attaccati. Il legno è uno dei po-chi materiali da costruzione che si rigenera nel corso di una vita umana. (in particolare, le conifere destina-te alle costruzioni edili) La sua crescita è in grado di incidere positivamente anche sul clima, cui giova la diminuzione di sostanze che, se presenti in aria, ne compromettono l’equilibrio. Il legno non comporta rischi nelle fasi di lavorazione, che sono anch’esse a basso consumo di energia, è esente da emissioni nocive; ed è sempre ancora riutilizzabile dopo ogni suo impiego. Il legno è l’unico materiale da costruzione perfetta-mente ecologico e sostenibile perché riconducibile, sempre ed in ogni caso, al ciclo naturale che lo ha ge-nerato. L’albero è infatti costituito da fibre che crescono lentamente assorbendo, come unica energia quella naturale proveniente dalla luce del sole. Le foreste oltre ad essere dei termoregolatori hanno sem-pre e comunque altri ruoli benefici per la vita dell’uomo, per la difesa del suolo, per la conservazione dell’ecosistema e della bio diversità.

Un numero così elevato di prestazioni, non può che essere dovuto ad una natura “complessa” del materiale, tanto che se lo avesse generato l’uomo potremmo parlare di un “miracolo tecnologico”. Come ogni altro capolavoro della natura il legno, per rispondere alle ns. molteplici esigenze, necessita di due essenziali condizioni: rispetto e conoscenza, ed è la seconda che consente di poter praticare il primo. La conoscenza è elemento determinante di ogni progettazione che preveda l’uso di prodotti naturali, essa non può limitarsi alla superficialità o alla “presa visione” di puri e semplici dati tecnici, la conoscenza di un prodotto naturale implica anche e comunque l’esperienza del mestiere, l’attenzione “artigianale” delle procedure di lavorazione, la consapevolezza delle criticità e delle opportunità presenti nel corso delle lavorazioni e dopo la posa. Per progettare e realizzare un ottimo edificio in legno non bastano nozioni generiche né di fisica tecnica né d’ingegneria, e non è certamente sufficiente applicare le conoscenze acquisite nella pratica dell’edilizia tradizionale.

Costruire con legno e materiali naturali è un “mestiere a parte” che certamente sarà “un me-stiere del futuro” praticato da una nuova generazione di tecnici ed operatori in grado di soddisfare una richiesta che, fuori dall’idea speculativa che ha dominato il settore edile per decenni, possa rispondere alle crescenti esigenze in tema di fedeltà al contesto architettonico, attinenza al livello prestazionale, garanzia di durabilità e coerenza con il contesto climatico. Veri e propri riferimenti per la scelta e la realizzazione dei deversi componenti che costituiscono un edificio, oltre che per il rigore esecutivo della loro posa.